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Niente pi¨ consenso per il trattamento di dati in ambito sanitario

Pubblicato il 16 aprile 2018 alle 09.05 Comments commenti (0)

Fonte: Quotidianosanità.it

Avv. Silvia Stefanelli


L'ipotesi è contemplata dalla bozza di decreto legislativo approvato in via preliminare dal Governo nelle scorse settimane. Il nuovo quadro normativo chiama ad un respiro molto diverso, che si articola intorno a nuovi cardini: il principi della “proprietà” e del controllo dei dati in capo all’interessato, il principio dell’accountability in capo ai titolari ed ai responsabili ed in generale il principio di protezione dei dati nell’interno dell’intero sistema. Ben venga una scelta che obbliga a pensare diverso: perchè questa è la vera nuova sfida

Incompletezza della cartella clinica e responsabilitÓ medica

Pubblicato il 14 aprile 2018 alle 08.35 Comments commenti (0)

Fonte: AIOP Annagiulia Caiazza, Ufficio giuridico-sanitario Sede nazionale Aiop

Cassazione civile, sentenza n.7250 del 23 marzo 2018

Con la sentenza n. 7250 del 23 marzo 2018 (allegata), la Corte di Cassazione ha affermato il principio in base al quale l'incompletezza della cartella clinica va ritenuta circostanza di fatto che il giudice di merito può utilizzare per ritenere dimostrata l'esistenza di un valido nesso causale tra l'operato del medico e il danno patito dal paziente.

La decisione è intervenuta a conclusione di una vicenda in cui una paziente, inizialmente recatasi presso una struttura ospedaliera per una mal occlusione dentale, era andata incontro ad un peggioramento consistito nella perdita dei denti e nel deterioramento della situazione occlusale, con persistenti dolori e lesioni. A fronte di tale situazione si era quindi reso necessario un intervento chirurgico al fine di spostare il mascellare, al termine del quale la paziente veniva dimessa «con la bocca in contenzione, la faccia tumefatta, l'impossibilità di masticare e un blocco mascellare per 45 giorni».

A fronte della richiesta di risarcimento proposta dalla paziente, i giudici di primo e secondo grado avevano respinto l'istanza ritenendo che l'onere della prova circa la sussistenza di un nesso eziologico tra le varie terapie prestate dai sanitari alla paziente in un arco decennale asseritamente incongrue e non corrette e il peggioramento della salute dell'appellante, incombeva a quest'ultima e che tale onere non fosse stato assolto.

Ricorrendo in Cassazione la paziente aveva lamentato il fatto che la lacuna probatoria era da imputare allo smarrimento da parte dei sanitari, della documentazione sanitaria relativa alle terapie somministratele e quindi alla difettosa tenuta della cartella clinica.

La Corte di Cassazione ha quindi accolto il ricorso rilevando come ricada sulla struttura sanitaria l'onere di redigere una cartella in ordine e completa in modo da poter acclarare eventuali negligenze o imperizie da parte dei sanitari oppure scagionarli per aver comunque seguito la best practice ma senza risultati. A fondamento della decisione, la Corte ha richiamato l'ormai consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità, in base al quale «l'ipotesi di incompletezza della cartella clinica va ritenuta circostanza di fatto che il giudice di merito può utilizzare per ritenere dimostrata l'esistenza di un valido nesso causale tra l'operato del medico e il danno patito dal paziente, operando la seguente necessaria duplice verifica affinché quella incompletezza rilevi ai fini del decidere ovvero, da un lato, che l'esistenza del nesso di causa tra condotta del medico e danno del paziente non possa essere accertata proprio a causa dell'incompletezza della cartella; dall'altro che il medico abbia comunque posto in essere una condotta astrattamente idonea a causare il danno, incombendo sulla struttura sanitaria e sul medico dimostrare che nessun inadempimento sia a loro imputabile ovvero che esso non è stato causa del danno, incombendo su di essi il rischio della mancata prova» (Cass. civ. n. 12218 del 12 giugno 2015).

La disciplina in materia di whistleblowing nel comparto privato

Pubblicato il 07 aprile 2018 alle 09.35 Comments commenti (0)

Il 29 dicembre 2017 è entrata in vigore la legge n. 179 recante "Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell'ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato" (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 291 del 14 dicembre 2017).

La legge mira a incentivare la collaborazione dei lavoratori per favorire l’emersione dei fenomeni corruttivi all’interno di enti pubblici e privati.

Confindustria ha pubblicato una Nota illustrativa per rendere chiara l'applucazione al comparto privato


http://www.lavorosi.it/fileadmin/user_upload/PRASSI_2018/Confindustria-disciplina-del-whistleblowing.pdf

Whistleblowing: dall' INPS le istruzioni per segnalare gli illeciti

Pubblicato il 26 marzo 2018 alle 08.40 Comments commenti (0)

L’INPS interviene in materia di whistleblowing pubblicando la circolare n. 54 del 2018 (https://www.cliclavoro.gov.it/Normative/Circolare-INPS-5-luglio-2017-n.107.pdf" target="_blank">vai alla circolare), con cui spiega le modalità con cui sarà possibile, a seguito della piena operatività della relativa procedura telematica, effettuare le segnalazioni degli illeciti commessi dal personale dell’istituto nello svolgimento delle proprie funzioni. La segnalazione, tutelata, potrà essere effettuata dagli stessi lavoratori dipendenti dell’Istituto e dal personale di aziende esterne, anche private, che forniscono beni o servizi all’Istituto.

Nella circolare n. 54 del 26 marzo 2018, l’INPS specifica le indicazioni operative utili alla gestione delle segnalazioni degli illeciti e abusi delle funzioni di servizio presso la propria amministrazione, in ottemperanza alle previsioni dettate dalla disciplina del Whistleblowing (Legge n. 179 del 30 novembre 2017). L’Istituto fa presente che la nuova procedura, non ancora operativa, sarà a disposizione dei soggetti che, nello svolgimento delle proprie mansioni in amministrazioni pubbliche o in un'azienda privata, si accorgono di una frode, di un rischio o di una situazione di pericolo ne vogliano dare opportuna segnalazione.

GDPR: General Data Protection Regulation

Pubblicato il 02 gennaio 2018 alle 23.30 Comments commenti (0)

Il Gdpr, General Data Protection Regulation, è il regolamento per la protezione dei dati personali n. 2016/679: è la normativa di riforma della legislazione europea in materia di protezione dei dati. La sua attuazzione avverrà dal 25 maggio 2018. Trattandosi di un regolamento, non necessita di recepimento da parte degli Stati membri. Il suo scopo è la definitiva armonizzazione della regolamentazione in materia di protezione dei dati personali nella Ue. Non vi sarà una normativa italiana in materia, ma chiarimenti su alcuni aspetti, ad esempio sui poteri dell’Autorità Garante nazionale.


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